CENTRO DI RICERCA GLOBALE “ALLATRA” PRESENTA
NANOPLASTICHE
UNA MINACCIA PER LA VITA
Un'estinzione invisibile: come le micro- e nanoplastiche penetrano in ogni organo, interrompono l'impulso vitale e minacciano tutti i sistemi viventi.
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Premi
Premi vinti dal film “NANOPLASTICHE: UNA MINACCIA PER LA VITA”
ai festival cinematografici internazionali
Informazioni sul documentario
Questo documentario scientifico, realizzato dal Centro di Ricerca Globale “ALLATRA”, riunisce i risultati di studi scientifici provenienti da tutto il mondo sulle possibili conseguenze dell’esposizione alle micro- e nanoplastiche e li presenta in un formato di divulgazione scientifica facile da comprendere.
Il film rivela come le micro- e nanoplastiche si siano infiltrate in ogni angolo del pianeta e possano entrare negli organi del corpo umano, compresi il cervello, il cuore, il flusso sanguigno, e, in determinate condizioni, possano persino interferire con l’inizio della vita stessa.
Questa ricerca esamina il potenziale impatto delle nanoplastiche cariche elettrostaticamente sulla comunicazione cellulare e analizza i dati che ne indicano una possibile associazione con i processi di invecchiamento, l’oncogenesi, le alterazioni del sistema immunitario, i disturbi della salute riproduttiva e lo stato degli ecosistemi.
Questo film, realizzato in collaborazione con scienziati di fama mondiale, esplora un’ampia gamma di problematiche legate alle micro- e nanoplastiche. Gli autori esaminano i dati scientifici attualmente disponibili sui potenziali rischi che queste particelle possono comportare per la salute umana e per l’ambiente, discutendo al contempo le possibili conseguenze a lungo termine per le generazioni presenti e future.
Visualizzazione dei possibili danni causati dalla nanoplastica
Il film presenta animazioni scientifiche uniche che illustrano visivamente i meccanismi discussi nella letteratura scientifica riguardo al potenziale impatto delle nanoplastiche sui processi cellulari, inclusa la loro possibile interazione con i canali ionici, i mitocondri, i sistemi dei neurotrasmettitori e il DNA.
Secondo numerosi studi, micro- e nanoplastiche sono state rilevate in diversi tessuti e organi umani, tra cui il cervello, l’intestino, il muscolo cardiaco, nonché negli organi endocrini e riproduttivi.
Dal film “Nanoplastiche. Una minaccia per la vita”
Esperti in primo piano
Voci della scienza
Prof. Sarju Ganatra, MD (USA)
Cardio-oncologo; Direttore del programma di cardio-oncologia; Direttore medico della sostenibilità della “Lahey Hospital & Medical Center”; Fondatore della “Sustain Health Solutions”
Prof. Lukas Kenner, MD (Austria)
Patologo e ricercatore oncologico, Università di Medicina di Vienna; Direttore della “Christian Doppler Institute for Applied Metabolomics”; Direttore scientifico del progetto “microONE”
Prof. Antonio Ragusa, MD (Italia)
Ostetrico e ginecologo, Dipartimento di Ostetricia, Ospedale di Sassuolo S.p.A., Modena, Italia
Dott. Jeffrey P. Long, MD (USA)
Radioterapista oncologo, esperto in impatto dei fattori ambientali sulla salute umana
Prof. Valeriy A. Etkin (Israele)
Fondatore e direttore dell'Istituto di Studi Integrativi; Membro dell'Accademia Europea delle Scienze Naturali; Esperto in termocinetica, termodinamica, bioenergetica e ricerca fisica
Dott. Dušan Materic (Germania)
Scienziato analista ambientale; Responsabile del gruppo di ricerca sulle Microplastiche, Nanoplastiche ed Elementi, Centro Helmholtz per la Ricerca Ambientale
Dott. Elke Ludewig (Austria)
Direttrice dell'Osservatorio Sonnblick; Direttrice del “European Centre for Cloud Ambient Intercomparison” (ECCINT); Esperta in ricerca ambientale e climatica
Prof. Dott. Paul D’Abzac, Bolivia
Chimico dell'acqua e microbiologo, Università Cattolica Boliviana Coordinatore del Centro di Ricerca in Scienze Esatte e Ingegneria (CICEI)
Liliana Cáceres Sánchez (Bolivia)
Biologa, Ecotossicologia e Salute Ambientale, Università di Hasselt Dottoranda in Zoologia: Biodiversità e Tossicologia. Area di ricerca: Microplastiche e nanoplastiche, rigenerazione e impatto dell'inquinamento sulla salute umana e ambientale
Prof. David Baracchi, Italia
Professore di Zoologia ed Etologia, Università di Firenze Direttore del Laboratorio di Ecologia Cognitiva e Comportamentale (BeeLab); Pioniere nella ricerca sperimentale sugli effetti delle microplastiche sulla salute, la cognizione e il comportamento sociale delle api
Presentatore del film
Dott. John Ahn, USA
Dottorato di ricerca, MBA
Centro di Ricerca Globale “ALLATRA”, Consiglio scientifico e di ricerca
Master in Business Administration (MBA), INSEAD Business School,
Francia, 2017
Dottorato di ricerca in Ingegneria Chimica, Università Tecnica di Monaco, Germania, 2013
Laurea magistrale in Ingegneria chimica, Università della California, Berkeley, USA, 2008
Laurea triennale in Ingegneria chimica, Pennsylvania State University,
USA, 2006
John Ahn, PhD, MBA, è un esperto riconosciuto specializzato nella commercializzazione di innovazioni scientifiche rivoluzionarie. Grazie alla sua esperienza interdisciplinare in chimica, biologia, ingegneria e sviluppo imprenditoriale, il dottor Ahn contribuisce all'introduzione di innovazioni promettenti, trasformando le ultime scoperte scientifiche in tecnologie scalabili e sostenibili volte a risolvere le attuali sfide globali.
Si sta arrivando a una svolta nella comprensione del problema della nanoplastica. E anche se non le viene ancora data abbastanza attenzione, ci sono sempre più dati scientifici che indicano che forse siamo sull'orlo della più grande crisi ecologica e sanitaria dei nostri tempi. Con questo film spero di attirare l'attenzione sulla reale portata dei danni causati dalla nanoplastica, di mettere in risalto il lavoro dei principali scienziati, di promuovere un dialogo internazionale costruttivo e di ispirare la collaborazione per proteggere le generazioni future.
John Ahn, Dottore di ricerca
Che cos'è la nanoplastica?
La nanoplastica è costituita da particelle di plastica di dimensioni inferiori a 1 micrometro, ovvero circa 1.000 volte più sottili di un capello umano. Queste nanoparticelle si formano durante la decomposizione o la produzione di plastica di dimensioni maggiori.
La nanoplastica è in grado di superare le barriere biologiche, comprese quelle complesse come la barriera emato-encefalica e placentare.
È stata trovata nell'acqua in bottiglia, nei frutti di mare, nel sale e persino nell'aria che respiriamo.
Temi chiave trattati nel film
Un numero crescente di studi sta analizzando il modo in cui le nanoplastiche interagiscono con le cellule e i tessuti dell’organismo. I ricercatori stanno esaminando il loro possibile coinvolgimento nelle alterazioni dei processi cellulari, tra cui la compromissione della funzione mitocondriale, le risposte infiammatorie, lo stress ossidativo e i danni al materiale genetico. Questi meccanismi vengono studiati come possibili fattori che contribuiscono allo sviluppo di diverse patologie croniche. Gli autori del film sottolineano l’urgente necessità di approfondire la ricerca sui possibili effetti di questa esposizione sulla salute pubblica e sui sistemi sanitari.
La micro- e nanoplastica penetrano costantemente ovunque: nel suolo, nell'acqua, nell'aria e negli organismi viventi, diventando ormai parte della catena alimentare. In media, una persona può ingerire circa 250 g di plastica all'anno attraverso gli alimenti e, in sole due ore di passeggiata, ne può inalare fino a 106.000 particelle.
La nanoplastica può attraversare le barriere biologiche (intestinale, emato-encefalica, emato-placentare e altre) e può accumularsi nel cervello, nel cuore, nei vasi sanguigni, nel fegato, nei testicoli e nelle ovaie. Penetrando nella cellula, può alterare il funzionamento dei canali ionici, provocare stress ossidativo, disfunzione mitocondriale e portare a infiammazione cronica, tutti fenomeni che potrebbero avere un impatto sistemico sulla salute riproduttiva e sui sistemi nervoso e cardiovascolare.
La nanoplastica accumula e trattiene a lungo sulla sua superficie una carica elettrostatica che può distorcere i segnali elettrici tra le cellule, modificare il loro potenziale di membrana e compromettere il funzionamento dei canali ionici e il trasporto degli elettroni nei mitocondri. Tale interferenza potrebbe portare a disturbi del ritmo cardiaco, del metabolismo e a una riduzione delle funzioni cognitive.
La nanoplastica carica elettrostaticamente può interrompere la trasmissione degli impulsi nervosi, causando potenzialmente alterazioni del ritmo cardiaco, delle contrazioni muscolari, delle reazioni immunitarie e del metabolismo. Tali disturbi possono provocare aritmie, insufficienza respiratoria, disturbi cognitivi e accelerazione della neurodegenerazione.
Un numero crescente di studi si sta concentrando sul potenziale impatto di micro- e nanoplastiche sulla salute riproduttiva. I ricercatori stanno analizzando le evidenze della loro presenza negli organi riproduttivi, i loro potenziali effetti sulle cellule germinali e la loro capacità di attraversare la barriera placentare. Questi meccanismi vengono esaminati come potenziali fattori di rischio per esiti avversi della gravidanza e disturbi dello sviluppo fetale.
Un numero crescente di studi sta analizzando il modo in cui le nanoplastiche potrebbero influire sul sistema nervoso centrale. I ricercatori stanno valutando il loro potenziale impatto sul funzionamento dei neuroni, sui sistemi dei neurotrasmettitori e sui mitocondri, nonché il loro possibile ruolo nell’innescare processi infiammatori nel cervello. Questi meccanismi sono considerati potenziali fattori che potrebbero contribuire a un aumento del rischio di sviluppare diverse patologie neurologiche e neuropsichiatriche, tra cui depressione, disturbi d’ansia, disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD), malattia di Alzheimer, malattia di Parkinson ed epilessia.
collasso degli ecosistemi
La nanoplastica può compromettere la navigazione degli animali (uccelli), l'elettrorecezione (pesci) e la comunicazione degli insetti impollinatori (api), oltre a poter danneggiare il sistema radicale delle piante, ostacolando l'assorbimento dei nutrienti. Ciò potrebbe portare al degrado degli ecosistemi e alla riduzione delle popolazioni.
cambiamenti climatici
Un numero crescente di studi si concentra sul potenziale ruolo delle micro- e nanoplastiche nel sistema climatico terrestre. I ricercatori stanno analizzando il loro possibile impatto sulla formazione delle nuvole, sulle precipitazioni e sulle interazioni tra oceani e atmosfera. Alcuni ricercatori suggeriscono che questi processi potrebbero contribuire ulteriormente ai cambiamenti delle condizioni climatiche e alla gravità di alcuni eventi meteorologici estremi.
L’entità della diffusione delle micro- e nanoplastiche, insieme all’ampia gamma dei loro potenziali effetti — dallo sviluppo embrionale fino allo stato degli ecosistemi — rende particolarmente importante la cooperazione scientifica internazionale. Affrontare questa complessa sfida interdisciplinare richiederà chiaramente uno sforzo coordinato da parte di ricercatori, comunità medica, organizzazioni ambientaliste e istituzioni governative di tutto il mondo.
Sul Centro di Ricerca Globale “ALLATRA”
Il Centro di Ricerca Globale “ALLATRA” è un centro scientifico e analitico internazionale che si occupa di risolvere le principali minacce su scala planetaria attraverso un'attenta analisi scientifica, una valutazione completa dei rischi e lo sviluppo di raccomandazioni basate su dati concreti.
Il Centro svolge la propria attività nell’ambito delle competenze giuridiche di “ALLATRA USA”, un’organizzazione senza scopo di lucro, ai sensi dell’articolo 501(c) (3) del Codice Fiscale degli Stati Uniti, conducendo ricerche interdisciplinari in settori quali la dinamica dei disastri naturali, i rischi climatici e geofisici, l’impatto della micro- e nanoplastica sull’ambiente e sulla salute umana, nonché i diritti umani globali e la cooperazione interculturale.
Il lavoro del Centro di Ricerca Globale “ALLATRA” integra la ricerca scientifica con orientamenti strategici e operativi per sostenere un processo decisionale informato a livello globale.
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